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Lunedì 19 Settembre 2011 16:00

ANAWANA HALOBA - MY LIPS ARE SEALED

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    Anawana Haloba, When the Private Became Public, 2008, video and sound installation, courtesy the artist, Galleria Franco Soffiantino, Rijksakademie, Amsterdam, Notam02 Studios, Oslo Anawana Haloba, When the Private Became Public, 2008, video and sound installation, courtesy the artist, Galleria Franco Soffiantino, Rijksakademie, Amsterdam, Notam02 Studios, Oslo

    Il lavoro artistico di Anawana Haloba si basa su installazioni video-audio e sull’impiego del proprio corpo come mezzo performativo. Le opere di Haloba esplorano le posizioni e relazioni delle diverse comunità all'interno di differenti contesti politici, socio-economici e culturali. In occasione della sua prima personale in Italia dal titolo "My Lips Are Sealed", l’artista norvegese presenta due nuove opere e una grande installazione video del 2008.

    Quest’ultimo progetto intitolato "When the Private Became Public" è stato presentato alla 16° Biennale di Sidney e commissionato dalla curatrice dell’evento, Carolyn Christov-Barkagiev. Il lavoro è un film realizzato con cinque protagoniste femminili provenienti da contesti culturali diversi e ambientato nello scenario dell’arido deserto australiano. L'opera, ispirata da una serie di eventi rivoluzionari che hanno portato le donne a valicare la dimensione privata per entrare a far parte della sfera pubblica che tradizionalmente è loro preclusa offre, attraverso le immagini e la gestualità viscerale rappresentata, uno spunto e una riflessione sulle ideologie pre-femministe, lasciando aperto un riferimento diretto sulla situazione contemporanea. Le due nuove opere sono "The Oracle" e "Say It As It Is". "The Oracle" è una grande installazione performativa site-specific allestita come sala di consulenza all'interno dell'ambiente domestico che riproduce i tratti e la tipologia abitativa di una favela. Il lavoro approfondisce le tematiche e le dinamiche del mondo in via di sviluppo, offrendosi al contempo come strumento di previsione e occasione risolutiva del futuro socio-economico mondiale, tramite l'assistenza di un oracolo al quale le persone decidono di rivolgersi.Il secondo nuovo progetto "Say it as it is" è una performance in cui gli interpreti raccontano nuovamente (riscrivono) le percezioni suscitate dalla colonizzazione, in particolare nel mondo occidentale.Tra le precedenti opere di Haloba figura Lamentations (2006-08) in cui l'artista traccia con la propria lingua delle mappe su una superficie ricoperta di sale come gesto che intende rappresentare le barriere culturali e le difficoltà linguistiche nell'esperienza degli immigrati. In Road Map (2007), un'installazione scultorea/sonora interattiva esibita all’8° Biennale di Sharjah, Haloba esplora il panorama politico del Medio Oriente all'apice della guerra dagli esiti catastrofici in Iraq, la continua instabilità delle relazioni fra Israele e la Palestina e la frattura delle relazioni tra Afghanistan e Pakistan. The Greater G8 AD MARKET (GG8) esibita alla 53° Biennale di Venezia è un'installazione scultorea/sonora interattiva che fa da bancarella del mercato promozionale per i prodotti dei cosiddetti membri del GG8 fittizi creati dall'artista. Il progetto segue la logica e i desideri di uno scenario politico dalla dimensione onirica, nel quale Haloba riscrive le regole economico-finanziarie di scambio offrendo prodotti di commercio equo e solidale del Terzo Mondo impregnati di un senso di futilità. L'opera riflette sul percorso di Haloba nel suo complesso e si offre come spunto di critica politica da una prospettiva personale, assumendo anche un tono satirico nei confronti dei diritti illegittimi dei leader mondiali e delle loro politiche antidemocratiche.

     

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